sabato 29 aprile 2017

Politicamente dudeista

Si sa, cari drughi, che il nostro caro Dude prese parte alla dichiarazione di Port Huron (della prima stesura, non della seconda). Ma voi l'avete letta? Bene, ve la riporto qui.

Manifesto di Port Huron. Agenda per una generazione
Siamo persone di questa generazione, cresciute tutte – per quanto modestamente – nel benessere, alloggiate nelle università, e guardiamo con preoccupazione al mondo di cui siamo eredi.
Quando eravamo bambini gli Stati Uniti erano il paese più ricco e forte del mondo: l’unico ad avere la bomba atomica, quello che meno mostrava le ferite della guerra moderna, il promotore delle Nazioni Unite, il paese che avrebbe esteso al resto del globo l’influenza occidentale. Libertà ed eguaglianza per ognuno, un governo «retto dal popolo, del popolo, a favore del popolo»: erano questi i valori americani che sentivamo buoni; i principi che ci permettevano di vivere da uomini. Molti di noi sono perciò cresciuti in questa convinzione.
Ma col passar del tempo eventi troppo sconvolgenti per poter essere ignorati hanno infine intaccato la nostra serena fiducia. È stata prima di tutto la realtà diffusa e avvilente della degradazione umana, simbolizzata dalla lotta del Sud contro il pregiudizio razziale, a far uscire gran parte di noi dal silenzio e a spingerci all’attivismo. E dopo questa, la presenza inesorabile della guerra fredda, simbolizzata dall’esistenza della Bomba, a renderci consapevoli del fatto che in qualsiasi momento noi, i nostri amici, e i milioni di quegli astratti «altri» che ci erano noti fondamentalmente per il pericolo condiviso, avremmo potuto morire. Tutti gli altri problemi umani potevamo forse deliberatamente ignorarli, o evitarli, o anche fare a meno di percepirli; non però questi due: troppo duro e immediato ne era l’impatto, e troppo imperiosa su di noi la pressione perché, in quanto individui, ci assumessimo la responsabilità di fronteggiarli e risolverli.
Mentre questi e altri problemi o ci opprimevano in modo diretto o comunque toccavano la nostra coscienza, tanto che li assumevamo come impegno personale, cominciammo ad avvertire, nell’America che stava attorno a noi, altri complessi e inquietanti paradossi. La dichiarazione «tutti gli uomini sono stati creati uguali...» suonava vuota se confrontata con la realtà dei neri nel Sud e nelle grandi metropoli del Nord. Le tanto proclamate intenzioni pacifiche degli Stati Uniti venivano contraddette dagli investimenti economici e militari volti a mantenere lo status quo della guerra fredda. [...]
Non soltanto il nostro mito di un’America virtuosa è venuto appannandosi; non soltanto – una volta scoperta l’ipocrisia degli ideali americani – siamo stati disillusi; ci siamo anche resi conto che ciò che un tempo avevamo ritenuto «l’età dell’oro» americana non era, di fatto, che il declino di un’era. L’erompere, nel mondo intero, della rivoluzione contro il colonialismo e l’imperialismo; il consolidarsi di un sistema di stati totalitari; la minaccia della guerra; la sovrappopolazione; il caos internazionale; la supertecnologia – il corso di questi avvenimenti metteva alla prova la tenacia della nostra fede nella democrazia e nella libertà, e la nostra capacità di progettarne l’applicazione a un mondo in pieno sconvolgimento.
A guidare il nostro lavoro sta la percezione che la nostra potrebbe essere l’ultima generazione a fare esperimenti con la vita. Siamo però una minoranza. La stragrande maggioranza della gente guarda agli equilibri temporanei della società e del mondo come a un motore funzionante in eterno. In questo risiede forse il paradosso evidente; mentre da una parte noi siamo come imbevuti di un senso di urgenza, il messaggio proveniente dalla società è che non esiste alcuna valida alternativa al presente. [...]
Siamo inoltre una società materialmente progredita, e sono i nostri stessi avanzamenti materiali ad avere forse indebolito in noi la motivazione per ulteriori cambiamenti.
Alcuni volevano farci credere che gli americani vivessero contenti in mezzo alla prosperità – ma non è questa una bella vernice stesa a ricoprire l’ansia profonda circa il ruolo da assumere nel mondo nuovo? Tuttavia, se queste ansie possono produrre una indifferenza generalizzata verso i problemi umani, non è forse vero che sono al contempo in grado di produrre la volontà di credere che una alternativa al presente c’è davvero, e che cambiare le cose nella scuola, nel posto di lavoro, nella democrazia, nel governo è possibile? È proprio a tale volontà – scintilla e motore di cambiamento – che noi indirizziamo questo appello.

P. Ortoleva, Saggio sui movimenti del 1968 in Europa e in America, Editori Riuniti, Roma 1988, pp. 232-234.

Trovata su questo sito: https://keynes.scuole.bo.it/

Beh, carissimi, il testo è già molto esplicativo ma, anche se si trattava di un periodo storico diverso (fu scritta nel 1962) e in un contesto diverso (ovvero l'America), come possiamo applicare noi drughi questi concetti nella società d'oggi?

Di questo ne parlai nel video Quattro chiacchiere in live! (che vi consiglio di vedere), ma ora vorrei approfondire alcuni concetti con tutti voi.

Nel testo di Port Huron riportato sopra, si evince una certa insoddisfazione e malessere da parte di un gruppo di persone, sfiduciato dal loro stato e dalle bugie che ormai hanno fatto cadere la loro maschera, rivelando così una società ansiosa, egoista, tendente al razzismo e al materialismo. Vi ricorda qualche altro posto? Esatto, stessi input e output dei nostri giorni.

Ma noi dudeisti che siamo liberi dall'ansia e dal materialismo (e spero anche dal razzismo), come affrontiamo questo contesto?
Come ci comportiamo verso la politica?
Anche qui la risposta è semplice.

Come dissi nella live, è semplicemente una presa di coscienza individuale, un "Non-dipendere" da nessuno, ragionando con la nostra testa, senza aspettare nessun salvatore. Senza delegare.
Non bevendoci ogni minima cazzata della tv o dei social network ma, se siamo davvero intenzionati a dire la nostra dobbiamo scavare, indagare, informarci (porca puttana quest'ultima parola è stuprata nell'ultimo periodo, lo so), e cercare di capire la merda che viene a galla. In maniera individuale, e per individuale intendo l'individualismo "sano", non quello "malato" che riempie le strade. Quest'ultimo è sposato con l'egoismo: "Se sto bene io, non me ne frega un cazzo di te".

L'individualismo sano è quello che ci permette di conoscerci, di esplorare noi stessi e le proprie idee. Quello che non ci fa sentire il bisogno di dover stare sempre in compagnia, quello che non ti uccide quando sei per i fatti tuoi. Quello che t'incuriosisce sulla tua natura, sulla tua vita.

Ecco, io penso che un drugo d'oggi, debba fare prima questi piccoli passi.

E' troppo facile tirar merda a tutti e ad incolpare quelli che riteniamo diversi da noi perchè "l'ha detto il telegiornale!"
Leviamoci dalla testa quella merda di razzismo, quel bisogno di dover prevalere su tutti e tutto.
Per la puttana, eleviamoci con calma e tranquillità, in armonia con il nostro ambiente (leggi tappeto) e con tutti gli altri drughi/non-drughi presenti su questa Terra.

"You're rightYou're right! Not those fuckers who want to tell you how to think! You're fucking right!”

Perchè, cari miei, tutto è politica, è inutile menarcela ed illuderci che solo quando voti ti occupi di politica.
Ogni giorno ci occupiamo di politica: attraverso le nostre interazioni, i nostri acquisti, i nostri modi di vivere ecc ecc...Quindi perchè non viverla in maniera dudeista?
Perchè non viverla tranquillamente, prendendo coscienza dei nostri pensieri come fecero quei ragazzi nel 1962 in America? Se loro ci sono riusciti con i pochi mezzi che avevano, noi non abbiamo scuse.

Tranquillamente, pacificamente, ognuno che pensa alla propria elevazione cercando da solo le soluzioni ai problemi, per poi confrontarsi amorevolmente con il prossimo.

Vi sembra tanto assurdo? A me no...



E non sto parlando di appartenenza ad una ideologia di qualche partito. Analizzate le idee, le proposte, vedete se sono in linea con il vostro essere, indipendentemente da chi ve le sta esponendo e poi agite di conseguenza, ma sempre con la vostra testa.
Sono le idee, i pensieri, a far progredire l'uomo, non le bandiere.
E non siate presuntuosi.
Il Drugo non è presuntuoso. E' aperto a tutto, ha la mente flessibile.
E, come si dice nell'est: "Una verità assoluta non esiste".
Sono solo punti di vista diversi, quindi perchè ammazzarci e stressarci per cose così futili?


Io, cari drughi la vedo così. Voi? Cosa ne pensate? Vi trovate nelle parole che ho scritto o avete altre opinioni?

Fatemele sapere nei commenti! Perchè solo con il confronto possiamo crescere! E anche questa è politica...


mercoledì 19 aprile 2017

Attento amico! Ho da bere in mano!

Il Dudeismo e l'ecologia: come conciliano le due cose?
Beh, cari drughi, la questione dal mio punto di viste è molto semplice.
Ogni buon drugo deve tener ben pulita la sua tana, giusto? Avere il minimo indispensabile, non sporcare al di fuori della caverna dove viviamo, e godersi tutto questo il più possibile.

Ma un drugo fa la raccolta differenziata? Beh, per la puttana, perchè no?
Cioè, se ha voglia e può farlo, perchè dovrebbe gettare tutto in un unico buco? O addirittura per terra?

Il drugo porta sempre rispetto di dove si trova perchè, sapendo apprezzare le piccole cose, tutto gli sembrerà estremamente unico. E questo farà sì che non sporca dove cammina. Per rispetto, ammirazione e semplice educazione.

Sentite IL Drugo per eccellenza cosa ci dice riguardo la sporcizia della nostra tana.



Se notate, il drugo non spreca nulla. Neanche quelle cannette arrivate al filtro.
E si preoccupa del suo White Russian quando lo spingono per farlo entrare nella limousine.
Quindi, perchè noi dovremmo comportarci da reazionari convinti che le nostre città possano sopportare tutta la merda che viene a galla (letteralmente)?
No, cari amici, ognuno deve fare il suo. Nel suo piccolo, quando più si ha voglia, bisogna pulire il nostro tappeto.
E non prendete questo post pro-ambientalista...Dico solo che quando si va in bagno si tira anche l'acqua. Dico che, prima di prepararti un White Russian, devi lavare il bicchiere.
Quando si ha avuto una giornata stressante, ci si lava per calmarsi. "Lavando" le nostre caverne (e le nostre città), saranno più vivibili. No?

Io, dal canto mio, cerco di far meno danni possibili quando esco.
Quando fumo, cerco sempre un posacenere dove buttare la cicca. E, se non lo trovo, ho il mio personale tascabile.
Se mi bevo una birretta il sabato sera, la butto nel vetro. E cose di questo genere, insomma...
Piccoli gesti per me (proprio il minimo sforzo), ma li trovo importanti.

Voi cosa ne pensate cari drughi?
Fino a che punto tenete pulita la vostra tana?
Fatemelo sapere nei commenti! Vi aspetto!

venerdì 14 aprile 2017

Buona Pasqua!

Cari drughi, con questo post volevo augurarvi una buona festività, qualsiasi religione o filosofia voi seguiate.
Se potete, riposatevi dal lavoro.
Se potete, passate una bella giornata in famiglia.
Se volete, cercate di essere sempre come un fiume e seguire la corrente.

Come regalo ho deciso di lasciarvi qualche riflessione per tenere a bada il Walter che è in noi.

"Svuota la tua mente.
Sii senza forma, come l’acqua.
Se tu versi dell’acqua in una tazza, essa assume la forma della tazza.
Se la versi in una teiera, essa diventa la teiera.
L’acqua può scorrere a fiumi o rigagnoli, può gocciolare o precipitare.
Sii come l’acqua, amico mio". Bruce Lee


"La saggezza non consiste nel cercare di strappare il bene dal male, ma nell'imparare a "cavalcare" entrambi, proprio come un tappo di sughero si adatta alla cresta e al solco dell'onda". Bruce Lee

"La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di osservare senza giudicare". Jiddu Krishnamurti

"Ciò che siete dentro è stato proiettato all'esterno, sul mondo; ciò che siete, ciò che pensate e sentite, ciò che fate nella vostra esistenza quotidiana, viene proiettato fuori di voi e va a costituire il mondo".  Jiddu Krishnamurti

"Al mio risveglio, al mattino, io sorrido. Ventiquattr'ore tutte nuove si presentano davanti a me". Thich Hhat Hanh

Bene, drughi, spero di aver fatto cosa gradita con questi pensieri. Li conoscevate? Fatemelo sapere nei commenti! Se ne volete altre, tempo fa avevo fatto un video. 
Eccolo:


Che altro dirvi se non: Take it easy, man.

Sempre e comunque!




martedì 11 aprile 2017

Vita stressante? Qualche consiglio per combatterlo.

Eh si, cari amici drughi, lo stress è il maggior nemico quotidiano. Quello che continuamente viene a chiederci: "Dove sono i fottuti soldi???", spingendoci con la testa nel cesso.
Ma noi dudeisti dobbiamo essere in grado di contrastare tutto questo, di prendere per il culo lo stress dicendogli: "Sono qua sotto, fammi dare un'occhiata..."
Questo post mira a darvi qualche consiglio utile in varie occasioni della vita. Ma andiamo con ordine.
Mi è stato chiesto sulla mia pagina facebook: "Come affronterebbe il drugo lo stress da lavoro?"
Eh, bella domanda amici miei. Bella domanda.
Lo stress dovuto dal lavoro può dipendere da vari fattori: capi stronzi, colleghi idioti, clientela reazionaria, gente che rende tutto maledettamente grottesco, nichilisti che pretendono solo la busta paga, orari troppo esagerati, e via dicendo...
Ma, la soluzione per affrontare questo stress enorme, può essere racchiusa in una semplice domanda che vi dovete porre: "Vale la pena star male per individui del genere?"
Lo so che ora starete pensando che è più facile a dirsi che a farsi, ma vi assicuro che non è così.
Abituare la mente ad incanalare le proprie forze solo sulle cose che ci fanno star bene, è un esercizio essenziale per riuscire a combattere lo stress e a riacquistare la calma.

Il capo vi rompe i coglioni perchè avete fatto un lavoro male (anche se in realtà l'avete fatto nella maniera giusta)? Ripetete nella mente: "Vale la pena star male per individui del genere?"
La risposta è chiaramente NO. Quindi rilassatevi e seguite la corrente.
Se un reazionario incontra un drugo, il reazionario si smonta, poichè è abituato a combattere.
Se voi reagite in maniera scontrosa o vi fate vedere infastiditi, il reazionario ci prende gusto e premerà sempre di più.
Intanto, ragionateci bene, sono solo delle ore che comunque sia passeranno, che voi siate arrabbiati oppure no, ed è meglio vivere quelle ore in maniera serena.

Bill Hicks: "Ogni lavoro che abbia mai avuto con un capo, ragazzi, ero sempre maltrattato. "Hicks, come mai non stai lavorando?", rispondevo: "Non c'è niente da fare.", "Allora fai finta di lavorare.", "Perché non fai finta tu che io stia lavorando? Sì, tu vieni pagato di più, lavora di fantasia!".

Siete in fila alle poste e davanti a voi c'è qualcuno che vuol fare il furbo saltando la fila? Ripetete nella mente: "Vale la pena star male per individui del genere?"
La risposta è chiaramente NO. Basta far notare la cosa a chi lavora lì, sempre in maniera pacifica, e magari loro la faranno rimettere in coda. E voi non avete dovuto sbraitare. E avete seguito la corrente. Oppure, se non avete voglia di andare a parlare con chi lavora lì, andate dal tizio in questione e in maniera tranquilla chiedete: "Che numero ha lei?"

Se voi vi ponete in maniera rilassata e tranquilla, quasi certamente gli stronzi del pianeta non sapranno come reagire.

Ma, a parte il reagire sul momento, come potete combattere lo stress?
Beh, il drugo lo combatte andando a giocare a bowling, per esempio. Oppure ascoltando un po' di musica praticando una specie di tai-chi.
Insomma, dovete combatterlo praticando ciò che vi piace e perdervi in quegli hobby o qualsiasi cosa sono...E non adottate la scusa del non ho tempo...
Si ha sempre tempo. Forse è la voglia di apportare un cambiamento alle nostre abitudini che manca.

Con questo piccolo post spero di aprire un piccolo dialogo qua sotto nei commenti, per approfondire e chiacchierare. Da tutto questo (quindi anche dalla vostra partecipazione) nascerà un video.

Allora, voi come lo combattete lo stress? Vi aspetto nei commenti!

Dudeismo -preso da wikipedia, perchè sono pigro-

"Il dudeismo è una nuova corrente di pensiero il cui obiettivo primario è diffondere la filosofia e lo stile di vita rappresentati dal personaggio di "The Dude" ("Drugo" nella versione in italiano) Lebowski, nel film del 1998 Il grande Lebowski dei fratelli Joel ed Ethan Coen.


Fondato nel 2005 da Oliver Benjamin, un giornalista che vive tra Los AngelesCalifornia, e Chiang Mai in Thailandia, il nome ufficiale del dudeismo è The Church of the Latter-Day Dude. Benjamin, dopo una vita a girovagare per il mondo in cerca di se stesso, rivide il film Il grande Lebowski. mentre era in un bar della città tailandese di Pai nel 2005. «Mi sentii come se avessi visto una storia che mi presentava il metodo per gestire le difficoltà della vita. È stato probabilmente il film più commovente e divertente che io avessi mai visto». Quella sera egli decise di fondare la nuova religione. Nell'agosto del 2012 si contano più di 160.000 "preti dudeisti".
Anche se il dudeismo utilizza principalmente l'iconografia e la narrativa del film Il grande Lebowski, i suoi aderenti fanno notare come la visione del mondo dudeista sia esistita dall'inizio della civiltà, principalmente per correggere le tendenze della società verso l'aggressione e l'eccesso. Individui come LaoziEpicuroEraclitoBuddha, e il Gesù pre-ecclesiastico sono visti come esempi di antichi profeti dudeisti. Più recenti antenati comprendono umanisti come Kurt Vonnegut e Mark Twain.
Il Dudeismo esalta la pigrizia e cerca di distogliere la gente dalla frenesia e dalle insoddisfazioni contemporanee. Il sistema ideale dudeista è essenzialmente una forma moderna di Taoismo epurato da ogni dottrina medica e metafisica. Il dudeismo promuove e incoraggia la flessibilità della mente, il "prenderla con filosofia" o "non prendersela" di fronte alle difficoltà della vita, credendo che questo sia l'unico modo per vivere in armonia con la nostra natura interiore e con le sfide dell'interagire con altre persone. Cerca inoltre di attenuare i sentimenti di inadeguatezza che nascono in società che pongono grande enfasi su risultati e fortune personali, esaltando al contrario un approccio alla vita rilassato. Conseguentemente, semplici piaceri giornalieri come (nel caso di Lebowski) fare un bagno, ascoltare i Creedence Clearwater Revival e giocare a bowling con gli amici sono visti come molto preferibili rispetto all'ansia di dover inseguire il successo come metodo per raggiungere felicità e soddisfazione. Nel manifesto del Dudeismo si legge: "La vita è corta e complicata e nessuno sa cosa farci. Quindi non fare niente. Prendila con calma. Smettila di preoccuparti così tanto di andare in finale. Rilassati con qualche amico e qualche soda d'avena, e sia che fai strikes (massimo punteggio) o gutters (zero punti) fai del tuo meglio per rimanere te stesso con te e con gli altri; che è come dire, tieni duro. O sopporta e sorridi”. Il Dudeismo non è anarchismo: esso riconosce la necessità dell'organizzazione e dell'ordine e la pigrizia è disciplinata e determinata. Ognuno si sente oppresso dalle pressioni della società e desidera avere maggiore libertà. Chiunque vorrebbe essere più spensierato, rilassato e preoccuparsi meno dei soldi e dello status sociale. È ciò che il Dudeismo incoraggia.
The Church of the Latter-Day Dude ha lanciato la sua pubblicazione ufficiale, The Dudespaper, nell'autunno del 2008. Il libro sacro dudeista, The Tao Dude Ching, è stato messo online nel luglio 2009. È una reinterpretazione del Daodejing che usa dialoghi ed elementi della storia de Il grande Lebowski."

Detto ciò, come si può diventare ufficialmente un prete dudeista? Nel video qui sotto ve lo spiego.


Questo è il primo post per far capire, in linea generale a chi passa di qui, che cosa è e che cosa non è il dudeismo.